La carica generatrice del femminile ha permeato di sé la vita politica, culturale e religiosa dell’uomo preistorico. L’unica divinità adorata per quasi venticinquemila anni in Europa è stata infatti la Grande Madre, e le strutture sociali più diffuse erano di carattere matriarcale. Soltanto in un periodo compreso tra il 2000 e il 1000 a. C. la situazione sembra ribaltarsi per lasciare spazio a una graduale trasformazione in senso patriarcale delle varie comunità che abitavano le nostre regioni. Il culto della Grande Madre comunque non scompare del tutto ma si trasforma, assimilandosi come parte femminile complementare al maschile all’interno di religioni e società di carattere patriarcale, prima di tutto in quella greco-romana e successivamente in quella cristiana. La forza archetipica e generatrice del femminile rimane quindi viva in un vasto e diversificato panteon di dee e di sante e nella loro complessa simbologia, pur all’interno di un contesto sociale in cui la donna è relegata quasi esclusivamente a ruoli domestici. A partire dal ‘900 il contesto europeo cambia e la ricerca di un ruolo forte del femminile nella cultura, nella politica e nell’arte diventa una scelta consapevole.
Lo scopo di questo convegno è in sintesi quello di individuare un filo rosso che, attraverso la storia, lega varie manifestazioni artistiche all’archetipo femminile. Tale archetipo può essere esaminato sia come oggetto dell’arte stessa, nelle varie figure femminili sacre e profane che si susseguono nella tradizione artistica europea, sia come soggetto attivo, e quindi nelle personalità e nelle scelte delle stesse artiste donne, sempre più numerose dal XX secolo fino a oggi.
Il convegno è aperto anche agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che organizzeranno dei seminari di discussione sui temi trattati. Gli atti verranno pubblicati in un volume edito da Mimesis Edizioni, Milano.

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