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Storia dell'illustrazione e della pubblicità

Docente

Salvatore Davì
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Il percorso didattico comincia con l’analisi del primo libro italiano illustrato a stampa, le Meditationes (1467) del cardinale Giovanni Turrecremata, e arriva al secondo dopoguerra, quando all’illustrazione si affianca il diffondersi della televisione e nuove strategie pubblicitarie. Dopo aver esaminato l’illustrazione dal Quattrocento al Settecento, è trattato il periodo tra l’Ottocento e la seconda metà del Novecento, analizzando alcuni dei principali illustratori italiani; è messo in evidenza anche il ruolo svolto da alcuni editori come Hoepli, Treves, Bemporad e Salani, e infine quello delle riviste, da “Il giornalino della Domenica”, destinato a un pubblico molto giovane, a “La rivista illustrata del Popolo d’Italia”, le cui copertine furono disegnate in gran parte da Sironi.

Il programma si concentra, inoltre, sull’evoluzione delle tecniche artistiche nel campo dell’illustrazione, sul rapporto tra storia dell’arte e pubblicità, dalle principali Avanguardie Storiche (Cubismo, Futurismo, Dadaismo, Surrealismo), agli anni Ottanta, passando per la Pop Art. Di fondamentale importanza è l'analisi della società dell’immagine, a partire dal rapporto tra consumismo, strategie di comunicazione e realtà contemporanea; per questo si tiene conto dell’evoluzione storica e delle caratteristiche della pubblicità: meccanismi di funzionamento, strategie e linguaggi.

Una parte del programma è dedicata al tema del consumo e della comunicazione pubblicitaria dell’oggetto nella Pop Art, fino ad arrivare alla messa in crisi dell’oggettivazione e dell’esibizione dell’oggetto. Il focus sulle strategie pop prende in esame anche quei linguaggi artistici divergenti, nati come critica al consumo delle immagini; il corso mette a confronto l’immaginario pop legato alla pubblicità, con le strategie pubblicitarie di promozione dell’Arte Concettuale, legata alla smaterializzazione dell’oggetto.


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