NEL VIVO DELL’ARTE/

 

 

Una Babele ai margini dell’abitare.

 

giovedì 10 marzo 2022
ore 15.00 — 18.00 

Classroom Nel vivo dell’arte – seconda edizione
Codice bncapsx

Si ricorda agli studenti di accedere agli incontri tramite la propria mail istituzionale.

 

Con materiali di scarto recuperati tra le rovine del sobborgo di Maregrosso, a Messina, Giovanni Cammarata (1914-2002) trasforma la sua baracca in un castello immaginifico e ludico. 

Con i sassi raccolti per decenni nei greti dell’Adige, Luigi Lineri (1937) trasmuta parte della sua abitazione di Zevio in un “poema tridimensionale” di forme e simboli carichi d’intensità. 

Contemplando pietre e reperti scovati nel terreno in cui pascolano le sue pecore, Bonaria Manca (1925-2021) trova l’ispirazione che la porta a istoriare da cima a fondo le pareti del suo casolare di Tuscania. 

Cammarata, Lineri e Manca appartengono alla stirpe dei “costruttori di Babele”, suggestiva metafora con cui l’antropologo Gabriele Mina definisce misconosciuti autodidatti pronti a sfidare la furia delocalizzante delle multinazionali economiche e la povertà semantica del paesaggio urbano contemporaneo costruendo la propria utopia. Le loro bizzarrie architettoniche contribuiscono a dar forma a un habitat informale e incontrollabile che, come malerba, s’insinua ovunque tra le maglie dell’urbano diffuso e della pseudo-cultura, affondando le proprie radici in profondità per succhiare linfa all’addormentato genius loci e generare inflorescenze dalle potenti virtù terapeutiche. 

Queste opere coniugano diversi linguaggi artistici e incrinano le barriere tra arte e non-arte, tra produzione straordinaria e quotidianità ordinaria, tra ciò che è centrale e ciò che è periferico: si situano in una zona di transizione tra mondi spesso presentati come ermetici e invitano artisti, curatori, amatori e studiosi provenienti da ambiti diversi a collaborare in nome di un’antropologia dell’abitare.

La conferenza intende presentare una fenomenologia espressiva ampia e diffusa in tutto il mondo, di difficile classificazione per la sua varietà tipologica, ma anche diversamente recepita a seconda del contesto storico-culturale. Particolare attenzione verrà dedicata alla conservazione problematica di queste fragili opere d’arte ambientale. 

 


 

Roberta Trapani è dottore in storia dell’arte, specializzata in outsider environments e architetture visionarie (PhD presso le Università di Paris-Nanterre e Palermo). Co-fondatrice di diverse associazioni dedicate all’Outsider Art, tra cui il PIF (Patrimoines Irréguliers de France) e il CrAB (Collectif de réflexion autour de l’Art Brut), collabora dal 2008 con l’Osservatorio Outsider Art di Palermo e ha insegnato a contratto in diverse università parigine. La sua ricerca ha dato luogo a numerose pubblicazioni, comunicazioni ed esposizioni e all’organizzazione di manifestazioni scientifiche. È coautrice, con Fabrice Flahutez e Pauline Goutain, di Slavko Kopač. Ombres et matières (Gallimard, 2022). 

Per un CV analitico con lista di pubblicazioni: https://economix.academia.edu/RobertaTrapani

 

 

 

 

 

 

 


coordinamento/Giulia Ingarao, docente di Storia dell’arte contemporanea