Abstract
In nome della pianta: l’agency vegetale nella magia e medicina della Mesopotamia antica
Nella Mesopotamia antica, le piante occupavano un ruolo centrale tanto nella vita quotidiana quanto nelle pratiche di guarigione. I testi terapeutici e rituali conservano centinaia di nomi vegetali e testimoniano un vasto repertorio di sostanze utilizzate per preparare rimedi destinati a curare un’ampia varietà di disturbi. Tuttavia, le piante non appaiono nei testi semplicemente come ingredienti farmacologici: esse possono essere nominate, personificate, associate a divinità e dotate di specifiche capacità di agire. Questa conferenza esplora il ruolo delle piante all’interno della concezione mesopotamica della guarigione, concentrandosi in particolare sul rapporto tra materia vegetale, linguaggio e analogia. Attraverso l’analisi di incantesimi contro la stregoneria e di prescrizioni terapeutiche, si mostrerà come il potere attribuito a una pianta potesse essere costruito anche attraverso il suo nome, la sua etimologia, le sue caratteristiche fisiche e le associazioni linguistiche e metaforiche che il testo stabiliva intorno ad essa. La parola non si limita dunque a descrivere la pianta, ma contribuisce a definirne e attivarne l’efficacia rituale. La conferenza propone di considerare la terapeutica mesopotamica come un sistema coerente nel quale osservazione empirica, ragionamento analogico, linguaggio poetico e pratica rituale operano insieme. Tale prospettiva mette inoltre in discussione la moderna distinzione tra “magia” e “medicina”: più che due ambiti separati, essi condividono forme di ragionamento e modalità di costruzione dell’efficacia. In questo sistema, la pianta è un elemento attraverso il quale il mondo naturale può entrare in relazione con il corpo umano e con le forze divine che ne governano la salute e la malattia.
Gioele Zisa
Sapienza Università di Roma e University of Pennsylvania
“Tree of Life”, North West Palace, Room B Panel 23, Nimrud. © The Trustees of the British Museum.