In questa lezione Andrea Pinotti mira a identificare una polarizzazione fondamentale, quella tra immersione ed emersione, che può essere rintracciata nelle nuove tecnologie digitali di produzione e ricezione delle immagini. In particolare, l’immersione è un tipo di esperienza associata ad ambienti immersivi nella realtà virtuale (che saranno descritti nei diversi gradi di libertà concessi dai diversi dispositivi). Al contrario, l’emersione caratterizza le esperienze di realtà aumentata.

A differenza dell’AR, in cui il centro deittico del soggetto operante rimane ancorato al corpo individuale vivente, nella VR sperimentata attraverso un visore si verifica una caratteristica scissione del centro deittico, in quella che appare come una vera e propria bilocazione. Fatta salva questa macro-distinzione, prenderò in considerazione anche quei casi ibridi (l’ologramma del sé in AR, la VR vissuta nel CAVE), che sembrano metterla in discussione.

Andrea Pinotti insegna Teorie dell’immagine all’Università Statale di Milano, dove ha coordinato il Progetto ERC “An-Icon. An-iconology. History, Theory, and Practices of Environmental Images” (2019-2025). Le sue ricerche riguardano: le teorie dell’immagine e della cultura visuale; le teorie della memoria collettiva e della monumentalità; le teorie dell’empatia; la tradizione morfologica goethiana e i suoi sviluppi contemporanei. Agli studi visuali ha dedicato, in collaborazione con Antonio Somaini, il volume Cultura visuale. Immagini sguardi media dispositivi (Einaudi 2016). Alle nuove tecnologie immersive di produzione di immagini e alla loro genealogia è rivolto Alla soglia dell’immagine. Da Narciso alla realtà virtuale (Einaudi 2021); Nonumento. Un paradosso della memoria (Johan & Levi 2023). Il suo ultimo libro è Il primo libro di teoria dell’immagine (Einaudi 2024).